FIBROMIALGIA; ALCUNE RIFLESSIONI

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Articolo a cura del dott. Gabriele D’Oria

Il termine “fibromialgia” significa dolore (algos) proveniente dai muscoli (myo) e dai tessuti fibrosi (fibro), come tendini e legamenti.

La sindrome fibromialgica è una malattia reumatica che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico, caratterizzandosi per la presenza di:
* dolore cronico e diffuso;
* aumento della tensione muscolare;
* rigidità in numerose sedi dell’apparato locomotore.
Oltre allo stato di iperalgesia, molti pazienti presentano una serie di altri sintomi:
• disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e non ristoratore)
• cefalea muscolotensiva o emicranica
• sensazione di stanchezza (astenia)
• rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle)
• colon irritabile (stipsi e/o diarrea)
• parestesie (costituite da formicolii e sensazioni simili a punture)
• bruciore a urinare
• sensazione di gonfiore alle mani
• dolori al torace
• perdita di memoria
• difficoltà di concentrazione
• disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)

La diagnosi di fibromialgia è inizialmente basata sulla presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso da almeno 3 mesi e dal riscontro di almeno 11 (su 18) aree dolorabili alla digitopressione definite tender points (come nella tabella).
Gli esami biologici non sono elettivi per la diagnosi, tuttavia sono utili per escludere altre patologie.

I suggerimenti dal punto di vista medico-psicologico per la Fibromialgia sono i seguenti:

1. Abbassare il livello di zucchero.
2. Cercare di sostituire lo zucchero con il miele (in quantità ridotte), in quanto contiene fruttosio, calcio e vitamine.
3. Riprendere gradualmente e progressivamente l’attività motoria. L’eccessiva sedentarietà crea nel fibromialgico un aumento di acido lattico ed acidosi nociva per la vita cellulare. Inoltre si instaura un circolo vizioso di iperalgesia. Il movimento produce smaltimento del lattato, deve essere graduale altrimenti si ha un aumento dello stesso e quindi è controproducente.
4. Monitorare e trattare le patologie viscerali e nella fattispecie intestinali. Da valutare il malassorbimento, le stipsi ed il rallentamento della motilità intestinale.
5. Evitare di mangiare cibi confezionati e grassi in modo veloce e bere bevande gasate e zuccherate.
6. Dal punto di vista psicologico ci sono tre punti di attenzione, a) cercare di non abbassare il tono dell’umore per non entrare in stadi depressivi, b) attivare un training respiratorio ed esercizi di rilassamento, c) conservare un piccolo spazio personale di libertà, di autonomia e di riflessione.

Si ringrazia per le informazioni l’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (AISF), il gruppo fb Fibromialgia Italia ed il professore medico internista Thovmas Ohanyan.

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