L’INVOLUZIONE DELLE FRATTURE DEL POLSO

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Sembrerà strano ma proprio quando ti succedono alcune cose scattano dei ragionamenti mai fatti prima. Oggi mi domando come mai il corpo umano ha iniziato una INVOLUZIONE verso le fratture. Scopriamolo assieme. 

Dalla foto caricata dall’archivio del British Institute of Anthropologic Anatomy si denota la diversità della disposizione delle ossa nel corso dell’evoluzione, e con grande sorpresa, al posto di migliorare stiamo peggiorando. La riduzione dello spazio interosseo si contrappone all’aumento delle possibili fratture. Ma perché ci rompiamo le ossa del polso?

Vogliamo principalmente salvarci la faccia, e quindi la prima cosa che facciamo é difenderci con tutto quello che abbiamo a disposizione. In primis mettiamo mani e braccia a protezione, poi eventualmente cerchiamo un contatto successivo con costato e rimanenze del corpo. Come abbiamo visto l’anatomia parla chiaro, poco spazio e tante ossa inserite all’interno, ma in particolare esistono 3 strutture che lavorano per proteggere (e quindi fratturarsi più spesso) l’intero sistema prensile della mano.

Parlo dell’osso scafoide, dell’osso semilunare e dell’osso trapezoide . Ognuno ha una sua valenza della fisica d’impatto e traumatologica.

L’osso scafoide protegge il pollice per via della sua capacità prensile unica dell’essere umano (a parte i primati).

L’osso semilunare protegge la testa dell’osso ulnare per non farlo scontrare con le ossa della prima filiera pre metacarpali.

L’osso trapezoide protegge il nervo mediano nel suo passaggio verso il palmo della mano.

COSA SUCCEDE SE MI FRATTURO UNA DI QUESTE OSSA?

Ho voluto apposta mettere un esempio di cosa accade con la frattura dello scafoide. Il processo é sempre uguale, ovvero esce sempre la triade del trauma (bruciore-infiammazione-gonfiore). In questo caso, il ramo accessorio dell’arteria radiale che porta sangue alla parte centrale del polso, in prossimità dello scafoide rotto, crea una “bolla” protettiva che riduce la mobilità e inneggia al dolore acuto. In termini scientifici le fratture più comuni del polso sono chiamate di Colles, oltre a quelle già definite prima. La soluzione migliore che al momento da una valida ripresa, é il gesso.  Ricordiamoci che pur di stabilizzare l’articolazione, il gesso deve ricoprirvi fino al gomito, quindi tutto l’avambraccio.

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