LO SCHEMA CHE CAMBIA LA RISPOSTA

LO SCHEMA CHE CAMBIA LA RISPOSTA

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“E’ inutile utilizzare la stessa mentalità che ha creato il problema per poterlo risolvere” (Albert Einstein)

Questa frase mi ha suscitato tanto interesse che ho voluto darci un mio personale contributo per alimentare un ragionamento a filo logico conduttore. 

Quando vogliamo risolvere un problema, di vecchia data o novità assoluta, il nostro cervello elabora schemi per :

  1. definire quali sono le cose fondamentali
  2. capire il contesto in cui si chiede una risposta
  3. come agganciarsi ad una chiave di lettura efficace del problema
  4. definire i pro e i contro della situazione

Ma sappiamo elaborare lo schema migliore? Per arrivare al miglior risultato quindi dovremmo cambiare l’idea di base, ovvero andare contro corrente rispetto alla formulazione del problema (sembra facile ma é tutto l’opposto).

Il cervello umano, oltre alle innumerevoli sinapsi neuronali, quando prevede una variazione mette in comunicazione differenti centri della memoria e di sintesi delle informazioni, per rendere il tutto più fruibile e rapido (rapido significa qualche millesimo di secondo).

Facendo queste considerazioni e, stabilendo che una metà cerebrale é più logica a differenza della controparte che é più creativa, possiamo dedurre che :

  1. per risolvere un problema ci vuole l’attivazione di entrambi gli emisferi cerebrali, cosi da alternare un ragionamento logico con una “versione più creativa” della classica soluzione
  2. per non perdere tempo e speranze di trovare una logica risposta al problema, bisogna evidenziare che al momento non esiste una sola possibilità….ma molteplici.
  3. in passato le teorie della scienza hanno avuto successo e sono diventate concrete formule o teoremi grazie alla sperimentazione e ad innumerevoli fallimenti; la storia nasconde una piccola percentuale di successi immediati, che con l’avanzare della tecnologia e dei calcolatori ha aumentato la probabilità di successo. Ma il tutto dipende da quanto riusciamo a utilizzare il nostro cervello come un calcolatore, quindi ben venga il concetto “alleniamo il nostro cervello”.
  4. per “allenare il nostro cervello” ad elaborare le migliori risposte a risolvere i problemi dobbiamo fare tutto l’opposto rispetto alla massa di persone pensanti, ovvero andare contro tendenza (un esempio semplice da intuire é quando abbiamo male ad una spalla, e crediamo di trovare beneficio trattando la stessa come in fisioterapia; il miglior trattamento sarà solo se capiremo quale origine avrà il dolore alla spalla, che potrebbe anche essere un segnale di sofferenza riflessa di un organo come fegato o stomaco). Andando quindi a trattare per ipotesi (e controtendenza) lo stesso organo, il dolore alla spalla potrebbe passare senza averci applicato nulla in sede.

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