SHOCK ANAFILATTICO….dobbiamo averne paura?

SHOCK ANAFILATTICO….dobbiamo averne paura?

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All’origine della violenta e rapida reazione che può portare alla morte persone gravemente allergiche c’è l’azione di una popolazione di cellule dendritiche poste sulla superficie esterna dei vasi sanguigni, che attraverso le loro propaggini monitorano costantemente la presenza di allergeni nel sangue.

Rash cutaneo, difficoltà di respirazione, abbassamento della pressione e tachicardia (o, in una minoranza di casi, bradicardia). Sono questi i sintomi dell’attacco anafilattico, una brusca reazione allergica dell’organismo che può mettere a repentaglio la vita del soggetto. Sulla rivista “Science” un gruppo di ricercatori della Duke-National University of Singapore spiega perché questa reazione generalizzata avviene in modo così rapido e violento. Il risultato è emerso da una ricerca sperimentale che ha avuto come oggetto il sistema immunitario di topi di laboratorio.

“Il risultato principale è che le cellule dendritiche, che hanno un ruolo centrale nello sviluppo dell’allergia, entrano in modo determinante anche nello scatenamento dello shock anafilattico”, Soman N. Abraham, autore senior dello studio.

Finora erano noti solo i meccanismi fondamentali di una reazione così violenta, che vedono coinvolti i mastociti, particolari cellule del tessuto connettivo, particolarmente abbondanti lungo i vasi sanguigni. I mastociti danno il via al il rilascio nel sangue di istamina e di altre sostanze proinfiammatorie che a loro volta innescano lo shock sistemico. Quello che mancava era la spiegazione di un passaggio fondamentale: la reazione dei mastociti, che si trovano al di fuori del sistema vascolare, alla presenza di allergeni che circolano nel sangue. Abraham e colleghi si sono concentrati sulle cellule dendritiche, che sono cellule specializzate nella cattura di antigeni dotate di propaggini chiamate dendriti, da cui deriva il loro nome. Hanno così scoperto una sottopopolazione di cellule dendritiche che si trovano sulla superficie esterna dei vasi sanguigni e che, utilizzando i dendriti, penetrano le pareti dei vasi e monitorano continuamente il sangue alla ricerca di elementi estranei.

Quando i loro dendriti percepiscono la presenza di allergeni nel sangue, queste cellule dendritiche allertano i mastociti vicini della presenza di invasori. Si tratta di un tipo di comunicazione insolita, basata sul trasferimento degli allergeni attraverso microvescicole, cioè delle minuscole bolle rivestite di allergeni, che poi si aprono sulla superficie delle cellule dendritiche.

“Oltre ai ben noti meccanismi grazie a cui le cellule dendritiche elaborano l’antigene per poi presentarlo alle cellule immunitarie, ne esistono altri che consentono di distribuire attivamente gli antigeni acquisiti alle cellule immunitarie circostanti anche prima che siano internalizzati”, ha precisato Hae Woong Choi, primo autore dello studio. Una volta che queste vescicole che trasportano l’allergene hanno preso contatto con i mastociti attraverso la vascolarizzazione del corpo, si verifica il rilascio nel sangue di un gran numero di mediatori dell’infiammazione, che determinano lo shock anafilattico. A ulteriore conferma del ruolo critico delle cellule dendritiche nella risposta anafilattica, i ricercatori hanno dimostrato che privando i topi di cellule dendritiche s’inibiva la loro reazione allergica. È naturale a questo punto pensare a una possibile ricaduta terapeutica delle scoperte, anche se occorre molta cautela per capire quale possa essere il ruolo benefico delle cellule dendritiche. 

“Anche se il ruolo in questo caso è negativo, la funzione delle cellule dendritiche potrebbe essere cruciale per combattere le malattie”, ha concluso Abraham. “Forse hanno un ruolo preciso nella rilevazione di parassiti, virus e batteri che entrano nel sangue, e per questo abbiamo bisogno di capire in quali circostanze si attivano, prima di arrivare a definire un intervento terapeutico basato sulla loro inibizione”.

Dico la mia personale versione dato che siamo in regime democratico di espressione libera del pensiero. Ogni offesa del sistema immunitario deve considerarsi una preoccupazione. Se il nostro sistema immunitario comincia a cedere sotto l’effetto del veleno possiamo dire addio alla vita. Se capita un evento occasionale (tipo incontro/scontro con una vespa) non possiamo farci nulla ma dobbiamo far qualcosa rapidamente; se andiamo a distruggere il nostro equilibrio con assunzioni eccessive di farmaci siamo costretti a rispondere con l’epinefrina….ma siamo dei perfetti idioti. Salvaguardiamoci la salute, e viviamo con meno preoccupazioni per il futuro.

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