NUOVA CONNESSIONE NERVOSA TRA I DUE CERVELLI

Il teampo di lettura: 113 secondi

Nuova connessione nervosa tra i due cervelli

Lo sanno ormai anche i muri che il nostro corpo ha due cervelli funzionanti e interconnessi tra di loro, ovvero l’encefalo e il sistema intestinale. Parlo appunto del “sistema intestinale” perché essendo costituito da molte strutture non si può definirlo come singolo elemento (dato che il gergo comune é di chiamarlo intestino). 

Sappiamo molto del sistema intestinale, tipo che é costituito da oltre 100 milioni di recettori nervosi, oppure che comunica per vie dirette o indirette a tutto il resto dell’organismo (infatti utilizza non solo la via ormonale ma anche altre funzionalità più complesse)….e proprio per questo motivo vi svelo l’ultima scoperta fatta dal Lunedfeld – Tanenbaum Research Institute di Toronto. In sostanza hanno scoperto un nuovo metodo di comunicazione diretta tra il sistema intestinale e il cervello, basato però sulla neuro-endocrino-sinapsi, ovvero un canale preferenziale che attraverso i neuroni vagali, le connessioni sinaptiche e le cellule enteroendocrine stimola risposte immediate tra i due cervelli.

Si parla di stimoli che viaggiano a meno di 100 millisecondi, ovvero più velocemente di un battito di ciglia, e questo insieme di stimoli veicola la risposta ormonale ad una specie di risposta accessoria secondaria (se pur sempre importantissima perché sistemica).

MA COSA SI VUOLE DESCRIVERE CON QUESTA SCOPERTA? QUALE E’ LA SUA EFFICACIA?

Ulteriori ricerche combinate con le prime proposte hanno sviluppato un pratico beneficio, ovvero, ricercare più velocemente le stimolazioni sensoriali neuro endocrine verso le gratificazioni o gli stimoli dell’umore. Grazie a frequenze di stimoli elettrici di impercettibile livello si é riuscito a stimolare il nervo vago a livello del sistema intestinale per trattare gravi depressioni nelle persone; il nervo vago aiutato da questi impulsi fa da coadiuvante della stimolazione endocrina, liberando dopamina che si lega alla serotonina dell’encefalo. L’effetto “ricompensa” fa aumentare la sensazione di piacere, quindi l’organismo sprigiona ormoni adibiti a tale situazione. Tornando però coi piedi a terra e rimanendo in una spiegazione semplice, questo concetto é molto più utile se noi terapisti fornissimo delle terapie con questa tipologia di applicazione ai nostri pazienti, visti primariamente come depressi e poi con tutto il loro corredo di dolori, disfunzioni e traumi. Dovremmo quindi umilmente prendere il paziente non solo per i problemi che dimostra…ma in tutto l’insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

In questo sito web usiamo strumenti nostri e di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) nei tuoi dispositivi.
I cookies sono normalmente utilizzati per permettere al sito una corretta esecuzione (cookies tecnici), per generare report di navigazione (cookies statistici) e per adattare le nostre offerte di prodotti/servizi commerciali (cookies di profilazione).
Noi usiamo automaticamente i cookies tecnici, ma tu hai il diritto di abilitare o meno i cookies statisticci e di profilazione. Abilitando l’utilizzo di questi cookies, ci aiuti ad offrirti un servizio migliore.

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience. Cookie policy