Linfoadenopatia : come l’osteopata si deve comportare

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Linfoadenopatia : come l’osteopata si deve comportare.

La linfoadenopatia é la classica forma virale di infiammazione o sofferenza dei linfonodi del corpo. I linfonodi sono considerati come le centraline di controllo, che si affiancano al sistema vascolare, e che contengono i linfociti, ovvero i globuli bianchi che vengono utilizzati per combattere i virus o le infiammazioni (con meno percentuale). 

Le situazioni patologiche che determinano aumento di volume di uno o più linfonodi sono veramente molte, alcune banali e altre molto gravi, per cui vediamo le più importanti o frequenti, rimandando ovviamente al medico curante la valutazione e la diagnosi del caso in oggetto.

Possiamo distinguere sei differenti tipi di patologie che causano linfoadenopatia.

  • Malattie infettive: è un campo enorme e la classificazione delle linfoadeniti può essere fatta su diverse basi: acute o croniche, superficiali o profonde, distrettuali o sistemiche, primitive o secondarie. Se indaghiamo sulle possibili cause, troviamo virus, batteri, funghi e protozoi. Tutti sono in grado di aumentare la produzione di linfociti e macrofagi, con conseguente aumento di volume dei linfonodi.
  • Malattie infiammatorie: in questo caso si stabilisce una iperproduzione di soli linfociti e le situazioni più frequenti sono rappresentate da malattie auto-immuni e malattie che coinvolgono il sistema immunitario, quali artrite reumatoide, sarcoidosi, lupus, anemia autoimmune. In questo gruppo rientrano anche le linfoadeniti da reazione a farmaci quali l’idantoina e le linfoadeniti reattive a processi infiammatori locali (la ghiandola gonfia sottomandibolare come conseguenza di una patologia dentale ne è l’esempio classico).
  • Malattie tumorali: leucemie acute e croniche, linfomi e istiocitosi sono tutte patologie primitive dei linfonodi, mentre l’interessamento da parte di metastasi sono frequenti nei cancri della mammella, del polmone, della prostata, del tubo gastrointestinale, della testa e del collo, oltre ai melanomi e altri tumori più rari.
  • Malattie infiltrative: nella malattia di Gaucher, in quella di Niemann-Pick e nell’amiloidosi le linfoadenopatie sono la regola.
  • Malattie endocrine: solamente l’ipertiroidismo (malattia di Basedow) provoca aumento di volume dei linfonodi per iperplasia linfoide, mentre nelle altre malattie del sistema ghiandolare endocrino l’interessamento linfonodale è estremamente raro.
  • Malattie a causa sconosciuta: la sarcoidosi, la sindrome di Kawasaki, la malattia granulomatosa cronica, la sindrome muco-cutanea, le malattie istiocitarie e altre condizioni decisamente rare chiudono questa lista.

Come ci si comporta in seduta terapeutica osteopatica?

L’argomento “linfonodi” é talmente tanto vasto che ci vorrebbero molti esami diagnostici per valutarne origine e diramazioni. La consultazione dal medico di base é fondamentale, in quanto scongiura la presenza di forme più complesse e difficili da trattare. Noi come semplici osteopati dobbiamo avere il maggior numero di esami diagnostici o strumentali che certificano le caratteristiche di questa linfoadenopatia. TC, RMN, PET ed eventuale biopsia linfonodale sono le richieste che possiamo fare al paziente (ovviamente richieste e prescritte dal medico di base, in quanto noi osteopati non possiamo richiedere nessun esame). Tutto sommato però la valutazione dei vari organi ci può dare un quadro generico di gestione della storia e dell’origine. Fegato, milza, tiroide, ghiandole surrenali e ovaie possono essere organi valutabili nei seguenti punti :

  1. temperatura
  2. consistenza tessutale
  3. dolorabilità alla palpazione
  4. motilità e mobilità intrinseca
  5. dermalgie riflesse

Nutro un’importante ma personale riflessione a riguardo del trattamento; tutti tendiamo a non complicarci la vita, quindi all’eseguire meno cose “pericolose” perché alla luce della nostra popolarità e prestigio dobbiamo farci vedere candidi e immacolati nel nostro lavoro…..ma non é sempre cosi che si curano le persone. Ogni tanto bisogna pure superare queste barriere immaginarie che ci poniamo, e dovremmo quindi in questo caso fare delle palpazioni delle strutture più approfondite per capire quanti e quali linfonodi sono coinvolti nella disfunzione. Inoltre si potrebbe pure optare per qualche tecnica di tipo fasciale, lavorare a livello cranio sacrale per liberare dalle tensioni le vertebre associate con l’organo, ecc. ecc.

 

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