Liquido cefalorachidiano

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È prodotto a livello dei plessi corioidei (nei ventricoli cerebrali) e si porta nello spazio subaracnoideo attraverso due fori detti del Luschka e del Magendie.  È prodotto per dialisi del plasma effettuato da cellule ependimali. La produzione è di tipo attivo (non dipende da pressione arteriosa) e di circa 500 mL al giorno con un ricambio di tre volte giornaliere. È presente in quantità che variano da 60 a 200 mL. I valori normali del peso specifico del liquido sono compresi tra 1001 e 1010, quelli pressori corrispondono a 16-20 cmH2O (nel neonato i valori sono più bassi), mentre il pH è lievemente più acido di quello del plasma, tra 7,28 e 7,32. Il liquor normale contiene piccolissime quantità di proteine (10-20 mg/dL) con prevalenza di albumina, e una quota di glucosio di norma inferiore del 10-20% a quella plasmatica. Anche quando lasciato riposare in provetta, il liquor normale non mostra la presenza di alcun sedimento; contiene 0-8 elementi cellulari/mm³, rappresentati da leucociti.

È soggetto a movimenti dinamici propri, ma ritmati dall’attività cardiaca. Una ricerca scientifica proposta dalla SCUOLA ITALIANA OSTEOPATIA (SOI), ha definito che il ritmo cardiaco non influenza al 100% la propagazione del liquor, ma ne mantiene la mobilità costante. Quindi la pulsazione cardiaca é il vero motore di propagazione del liquor, e non le variazioni di pressione. Durante la sistole, dai ventricoli laterali si dirige verso terzo e quarto ventricolo, da qui negli spazi intrarachidei e oculari e nel canale midollare. Durante la diastole la direzione si inverte. Nei forami di Magendie e di Luschka la direzione è sempre e comunque dal primo comparto (intracranico) a quello extracranico (secondo compartimento meningeo); simil cosa per il terzo compartimento meningeo, quello delle meningi periottiche.

L’IMPORTANZA DEL LIQUIDO CEFALORACHIDIANO

Tutto deve basarsi sul movimento, senza movimento non esisterebbe la vita, e il promotore di tutti i movimenti del nostro corpo, da quelli delle ossa, dei muscoli, degli impulsi elettrici e della mobilità delle ossa craniche dipende dalla fluttuazione appunto del liquor. Sistemicamente parlando il liquor viene usato come trasmettitore di flussi ormonali, ovvero se una persona cambia il suo atteggiamento perché varia la sua affluenza ormonale, il sistema liquorale é il primo ad essere utilizzato per trasmettere le informazioni all’intero corpo. Oltre a ciò serve pure per :

  • Proteggere il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) da urti contro le strutture ossee che li contengono: esso infatti è presente nelle meningi(membrane che avvolgono l’encefalo), nei ventricoli degli emisferi cerebrali ed esternamente al midollo spinale. Fungendo da cuscinetto idraulico, fa passare il peso del SNC -esercitato sul corpo- da 1300 g a 50 g, poiché questo galleggia ricevendo una spinta di Archimede.
  • È un insieme di liquido circolante che assieme al sangue permette di controllare le modificazioni dell’ambiente interno. Per esempio le modificazioni di CO2 del liquor fanno scattare risposte automatiche dei centri respiratori del tronco cerebrale che a loro volta regolano il rifornimento di O2 e il pH del corpo.

DOVE PRODUCIAMO E FACCIAMO SCORRERE IL LIQUOR?

Il fluido cerebrospinale occupa anche il sistema ventricolare del cervello e il canale midollare del midollo spinale. È un primo esempio della separazione delle funzioni cerebrali da quelle del resto del corpo, dal momento che tutto il CSF viene generato localmente nel cervello. Viene prodotto dai plessi coroidei che sono formati da cellule ependimali specializzate. I plessi coroidei si trovano lungo la fessura coroidea dei ventricoli laterali, lungo la linea nota come fimbria/fornice, e lungo i ventricoli terzo e quarto nella zona della loro volta. Il liquido cerebrospinale formato dai plessi coroidei nei ventricoli, circola attraverso i due forami interventricolari destro e sinistro (forami di Monro) all’interno del terzo ventricolo cerebrale e attraverso il dotto mesencefalico (acquedotto di Silvio) nel quarto ventricolo cerebrale, da dove questo fuoriesce (nei pressi del cervelletto) attraverso due aperture laterali, destra e sinistra (fori laterali di Luschka), e un’apertura mediana (forame di Magendie). In seguito fluisce attraverso la cisterna cerebro-medullare fino a circondare tutto la corda del midollo spinale e a lambire e proteggere gli emisferi cerebrali. In seguito procede per scaricarsi nel sistema venoso attraverso le granulazioni del Pacchioni.

COME AIUTIAMO LA FLUTTUAZIONE DEL LIQUOR CON OSTEOPATIA

Di sicuro qualsiasi tentativo ben riuscito e tecnicamente corretto di natura osteopatica in relazione col liquor e i suoi condotti principali produce un benessere globale e complessivo al paziente. Preso atto di questo discorso, le tecniche di ascolto ci aiutano a capire i tre parametri (forza – ampiezza – ritmo) del MRP. Successivamente la filosofia dovrebbe essere semplicemente quella di optare per un rilancio del MRP, quindi si dovrebbe aiutare il liquor a defluire più velocemente e armoniosamente dalla scatola cranica verso il midollo allungato e la colonna vertebrale. Per arrivare a questo, si lavora con la tecnica CV4 che aiuta notevolmente il distacco del tratto cervicale superiore da quello inferiore, inoltre aumenta la vascolarità del sangue in uscita (quindi quello venoso) aumentando di conseguenza il ritmo di “pompaggio” del liquor. Non dimentichiamoci nelle nostre sedute terapeutiche che, eseguita perfettamente la tecnica CV4 per il tempo necessario, bisogna riequilibrare tutto l’asse cranio sacrale. Sarà comunque nostra premura capire parlando col paziente quali sensazioni ha creato la tecnica CV4, come si sente nel proseguire la terapia, e se non ha scatenato situazioni spiacevoli tipo conati di vomito. Ricordo che non sempre la tecnica CV4 é applicabile, in quanto lo stimolo che diamo é particolarmente potente su una struttura molto sottile e delicata (il quarto ventricolo in effetti é uno spazio di pochi millimetri interposto tra cervelletto e midollo allungato).

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